Costi di RSA e case di riposo: rette e agevolazioni

In breve

La retta di una RSA si divide in una quota sanitaria, che copre assistenza medica, infermieristica e riabilitativa ed è a carico del servizio sanitario regionale per gli ospiti non autosufficienti inseriti in convenzione, e una quota sociale o alberghiera per vitto, alloggio e servizi di base, a carico dell’ospite e della famiglia. Nelle case di riposo per autosufficienti la retta è in genere interamente privata. L’ISEE sociosanitario determina l’eventuale integrazione del Comune: prima della firma va messo per iscritto che cosa comprende la retta e quali voci restano extra.

Quanto costa una RSA o una casa di riposo? È quasi sempre la prima domanda delle famiglie, ed è anche quella a cui è più difficile rispondere con un numero secco: la retta dipende dal livello di assistenza necessario, dal territorio, dal tipo di camera e soprattutto dal fatto che l’ingresso sia privato o in convenzione con il servizio sanitario. Questa guida spiega come si compone una retta, quali aiuti pubblici esistono e quali domande fare per non avere sorprese. Le cifre esatte vanno sempre richieste alla singola struttura: è per questo che nelle schede di questa directory i costi non sono pubblicati.

Come si compone la retta

Nelle strutture per non autosufficienti la retta si divide concettualmente in due parti:

  • La quota sanitaria: copre l’assistenza medica, infermieristica e riabilitativa. Per gli ospiti non autosufficienti inseriti in convenzione dopo la valutazione della ASL, questa parte è a carico del servizio sanitario regionale.
  • La quota sociale (o alberghiera): copre vitto, alloggio e servizi di base. Resta a carico dell’ospite e della famiglia, con possibili integrazioni del Comune nei casi previsti.

Nelle case di riposo per autosufficienti, dove la componente sanitaria è minima, la retta è in genere interamente privata.

Ingresso in convenzione o privato: la differenza economica

L’ingresso in convenzione (o “in quota sanitaria”) passa dalla valutazione della non autosufficienza da parte della ASL e dalle graduatorie territoriali: quando si concretizza, la famiglia paga solo la quota sociale. L’ingresso privato è più rapido — basta che la struttura abbia posto — ma l’intera retta resta a carico della famiglia. Molte famiglie iniziano con un ingresso privato e presentano nel frattempo la domanda per la convenzione: se è la vostra strategia, chiedete alla struttura come gestisce il passaggio e se lo ha già fatto per altri ospiti.

ISEE e integrazione del Comune

Quando la famiglia non riesce a coprire la quota sociale, si può chiedere al Comune di residenza un’integrazione della retta. La valutazione passa dall’ISEE (per queste prestazioni si usa l’ISEE sociosanitario, che ha regole proprie sul nucleo da considerare) e da criteri stabiliti dai regolamenti comunali. È un percorso che richiede documenti e tempi: conviene informarsi ai servizi sociali del Comune prima che la situazione diventi urgente.

Le agevolazioni fiscali

Una parte dei costi sostenuti può rientrare tra le spese detraibili o deducibili nella dichiarazione dei redditi: in linea generale, le spese sanitarie documentate seguono un regime diverso dalle spese di natura alberghiera, e per gli ospiti non autosufficienti le strutture rilasciano una certificazione annuale che distingue le due componenti. Le regole e le percentuali possono cambiare nel tempo: per l’anno in corso verificate sul sito dell’Agenzia delle Entrate o con un CAF, portando la certificazione della struttura.

Vale la pena verificare anche l’indennità di accompagnamento: è una prestazione INPS legata alla condizione della persona (non al reddito) e, quando riconosciuta, contribuisce in modo significativo alla copertura della retta.

Cosa farsi mettere per iscritto prima della firma

  • La retta base e l’elenco esatto di ciò che comprende.
  • Tutti gli extra a pagamento: parrucchiere, podologo, presidi per l’incontinenza, farmaci, trasporti per visite, lavanderia personale.
  • Il deposito cauzionale: importo, condizioni di restituzione.
  • Il preavviso per il recesso e cosa succede alla retta in caso di ricovero ospedaliero o di assenza prolungata.
  • Le modalità di adeguamento annuale della retta.

Domande frequenti

Perché le strutture non pubblicano le rette online?

Perché la cifra dipende dal livello assistenziale della persona, dal tipo di camera e dal regime di ingresso (privato o convenzionato): pubblicare un numero unico sarebbe fuorviante. Diffidate piuttosto di chi non fornisce un preventivo scritto e dettagliato dopo il colloquio.

La pensione dell’ospite basta a coprire la retta?

Dipende dai casi. Quando pensione e indennità non bastano, le strade sono l’integrazione familiare e, in presenza dei requisiti ISEE, l’integrazione comunale della quota sociale.

I figli sono obbligati a pagare per il genitore?

Il tema degli obblighi familiari è regolato dalla legge e dipende dalle situazioni concrete; nei percorsi comunali di integrazione la posizione dei familiari viene valutata secondo i regolamenti locali. Per la propria situazione specifica conviene un parere qualificato.

Il ricovero temporaneo costa come quello definitivo?

In genere i ricoveri temporanei o di sollievo hanno tariffe giornaliere dedicate. Sono anche un buon modo per verificare la struttura prima di un impegno lungo: chiedete sempre il costo giornaliero e cosa include.

Il consiglio finale è semplice: fatevi fare preventivi scritti da almeno due o tre strutture, con le voci separate, e confrontateli con calma — non solo sul totale, ma voce per voce. Due rette identiche possono nascondere differenze importanti: in una i presidi per l’incontinenza sono inclusi, nell’altra pesano ogni mese; una comprende la fisioterapia, l’altra la fattura a parte. È nel dettaglio degli extra che si nasconde il costo vero del primo anno. Le schede di questa directory vi danno i contatti verificati per iniziare.